La tonnara e i faraglioni di Scopello sulla costa del Golfo di Castellammare
La tonnara e i faraglioni di Scopello sulla costa del Golfo di Castellammare — foto: Norbert Reimer from Mettlach-Orscholz, Saarland · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Fare la valigia per la Sicilia occidentale è più insidioso di quanto sembri, perché in una sola giornata si passa spesso da un sito archeologico esposto al sole a un sentiero costiero, da una cala ventosa a un borgo medievale in quota dove la temperatura scende di parecchi gradi. Non è una vacanza di mare e basta, e la valigia va costruita di conseguenza: pochi capi, molto versatili, e le scarpe giuste.

L'abbigliamento, stagione per stagione

In estate il criterio è uno solo: tessuti leggeri e traspiranti, meglio se in fibre naturali. Cotone e lino battono qualsiasi sintetico quando il sole picchia sulle pietre. Servono capi chiari, una camicia a maniche lunghe leggera da mettere sopra nelle ore centrali, e almeno un capo un po' più coperto per la sera, perché sulla costa e in collina il vento si alza dopo il tramonto e la sensazione di fresco arriva all'improvviso. Se avete in programma una salita a Erice, che sta a 751 metri di quota, mettete in valigia una felpa anche ad agosto: lassù capita di trovare nebbia e aria decisamente più fresca.

In primavera e autunno la parola chiave è stratificazione. Le giornate possono essere splendide e tiepide, ma le mattine presto e le sere sono fresche e la pioggia, quando arriva, arriva concentrata. Tre strati leggeri funzionano meglio di un cappotto: maglietta, maglia o camicia, giacca antivento richiudibile. Un ombrello compatto o una giacca impermeabile leggera valgono lo spazio che occupano.

In inverno non servono capi da montagna, ma nemmeno l'illusione del clima tropicale: fa fresco, soprattutto la sera, e nei paesi di collina l'umidità si sente. Giacca media, qualche capo a maniche lunghe, scarpe chiuse impermeabili. In compenso è la stagione in cui i siti archeologici si visitano meglio, senza calura e senza code.

Le scarpe: la voce su cui non risparmiare

È qui che si gioca la riuscita della vacanza. I siti archeologici della zona non sono passeggiate su asfalto: al parco di Segesta si cammina su terreno irregolare e si affronta una salita per raggiungere il teatro, in cima al Monte Barbaro. I centri storici, a partire da quello di Calatafimi, sono fatti di vicoli in pendenza, gradinate e basolato liscio e scivoloso quando è umido. Le infradito sono il modo più rapido per rovinarsi una giornata.

Per i sentieri costieri il discorso è ancora più serio. Il percorso principale della Riserva dello Zingaro copre circa sette chilometri per senso di marcia e richiede due ore e mezza abbondanti a passo tranquillo, senza contare le soste per il bagno. Le indicazioni della riserva stessa suggeriscono scarpe da trekking o comunque sportive e pantaloni lunghi in qualsiasi stagione, perché lungo il tracciato si incontrano arbusti, sterpaglie spinose e insetti.

La dotazione minima ragionevole è quindi questa:

  • Un paio di scarpe da trekking leggere o sneaker robuste con suola scolpita, per siti archeologici e sentieri.
  • Un paio di scarpe comode da città per le serate nei borghi e sui lungomare.
  • Scarpette da scoglio: molte delle cale più belle non hanno sabbia ma ciottoli e rocce, e senza suola si rinuncia a metà del divertimento.
  • Calzini tecnici se camminate parecchio: fanno più differenza delle scarpe stesse sulle lunghe distanze.
  • Sandali o ciabatte solo come terza scelta, per la spiaggia e per la struttura.

Sole, acqua e giornate al mare

Il sole della Sicilia occidentale è generoso e la componente marina lo amplifica. Portate una protezione solare alta, un cappello con tesa e occhiali da sole veri. Il cappello non è vezzo estetico: nei siti archeologici l'ombra è quasi assente e le ore centrali sono impegnative anche in maggio.

L'acqua merita un capitolo a parte. Una borraccia da almeno un litro a testa dovrebbe essere considerata attrezzatura di base, non un accessorio green. Lungo i sentieri costieri e nelle aree archeologiche i punti di ristoro sono pochi o assenti e le distanze si allungano sempre più del previsto. Riempitela prima di uscire, ogni mattina, e teneteci l'abitudine per tutto il soggiorno.

Per le giornate al mare bastano un telo leggero ad asciugatura rapida, un costume di ricambio, una borsa che tolleri sabbia e salsedine e una maschera da snorkeling se amate guardare sotto la superficie: l'acqua della zona è limpida e vale la pena. Nelle cale più esposte un ombrellone compatto risolve il problema dell'ombra, che spesso non c'è.

Cosa potete tranquillamente lasciare a casa

Il bagaglio ideale qui è quello che riuscite a portare su per una scalinata senza odiare voi stessi. Nei borghi storici gli edifici sono antichi e l'ascensore quasi sempre non esiste: è il caso anche di Nova Suite, nel centro di Calatafimi, dove si arriva comodamente a piedi dal parcheggio ma con qualche gradino di mezzo. Una valigia media e maneggevole batte il trolley formato armadio, sempre.

Lasciate a casa i capi eleganti da sera, che qui non servono quasi mai: lo stile è informale ovunque, anche nei ristoranti migliori. Lasciate a casa asciugacapelli e ciabatte da doccia, quasi sempre superflui. Lasciate a casa il phon da viaggio e gli adattatori, visto che le prese sono quelle standard italiane. E, soprattutto, lasciate spazio libero: tra vino, olio, capperi, sale marino e ceramiche, il bagaglio del ritorno pesa sistematicamente più di quello dell'andata.

Nel centro storico di Calatafimi Segesta, a pochi minuti da Segesta

Nova Suite è il punto di partenza per scoprire questo angolo di Sicilia occidentale: cinque sistemazioni indipendenti, terrazza panoramica, area break e bike room attrezzata.