In provincia di Trapani la primavera arriva con un suono preciso: le marce funebri delle bande, che nei giorni della Settimana Santa si sentono da lontano, rimbalzando fra i muri delle strade strette. È il momento dell'anno in cui la Sicilia occidentale mette in scena la sua religiosità più antica, con riti che sono insieme devozione popolare, teatro civile e patrimonio artigianale. Chi soggiorna a Calatafimi Segesta si trova in una posizione comoda: Trapani ed Erice sono raggiungibili in poco meno di un'ora d'auto, e nel raggio di un'ora si toccano anche Marsala e la valle del Belice.
I Misteri di Trapani: oltre ventiquattro ore in strada
La Processione dei Misteri di Trapani è il rito più noto e più lungo. Parte nel pomeriggio del Venerdì Santo dalla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, dove i gruppi sono custoditi tutto l'anno, e rientra soltanto oltre ventiquattro ore dopo, ormai in pieno Sabato Santo, dopo una sosta notturna. È una delle processioni più lunghe d'Europa e ha alle spalle una tradizione secolare, di chiara ascendenza spagnola: chi conosce la Semana Santa andalusa ne riconosce subito la parentela.
In corteo sfilano venti gruppi sacri: diciotto scene della Passione più i due simulacri conclusivi, il Cristo morto nell'urna e l'Addolorata. Sono sculture in legno, tela e colla realizzate dagli artigiani trapanesi fra Seicento e Settecento, montate su basi chiamate vare e portate a spalla.
I ceti e l'annacata
Ogni gruppo è affidato a un ceto, cioè a una categoria di mestiere che se ne prende cura per generazioni: un Mistero per ciascun ceto, venti in tutto, riuniti dagli anni Settanta nell'Unione Maestranze che coordina l'intera macchina organizzativa. Il legame fra un ceto e il proprio gruppo è personale e ostinato, e si tramanda in famiglia.
Il dettaglio che colpisce di più chi assiste per la prima volta è però il modo di camminare. I portatori non avanzano dritti: imprimono alla vara un dondolio ritmico, l'annacata, cadenzato sulle marce suonate dalla banda che segue il gruppo. Il risultato è che le statue sembrano respirare, e il corteo procede lentissimo, a volte pochi metri al minuto.
Non solo il Venerdì Santo
Il calendario dei riti comincia molto prima. Nei giorni che precedono la processione si tengono le scinnute, cioè la discesa di alcuni Misteri dai loro basamenti e l'esposizione nello spazio antistante la chiesa: sono occasioni raccolte, molto meno affollate, in cui si possono osservare i gruppi da vicino. Il Martedì Santo è invece dedicato alla Madonna dei Massari, un dipinto cinquecentesco portato in processione da chi ne discende per eredità familiare.
Fuori dal capoluogo, ogni centro ha la sua versione della Passione. Vale la pena scegliere in base al giorno:
- Erice — processione dei Misteri con gruppi scultorei più piccoli di quelli trapanesi, aperta dai confrati in tunica bianca con ricami rossi; il borgo medievale e la nebbia che spesso lo avvolge fanno il resto.
- Marsala — il Giovedì Santo va in scena l'unica processione della zona in cui i personaggi della Passione sono interpretati da persone in carne e ossa, in costume, lungo una serie di quadri viventi: è l'eredità delle antiche sacre rappresentazioni.
- Castelvetrano — la domenica di Pasqua si celebra la Festa dell'Aurora, l'incontro fra il Cristo risorto e la Madonna nella piazza principale, all'ora del mattino che le dà il nome.
- Trapani, giorni feriali della settimana — processioni minori, esposizioni e momenti di preghiera nelle chiese del centro, ottimi per capire il rito senza la folla del Venerdì.
Un consiglio di metodo
Il modo peggiore di vivere la Settimana Santa trapanese è cercare di vedere tutto. Meglio scegliere due momenti e viverli per intero: una scinnuta in chiesa, con poche persone attorno, e poi un tratto della processione del Venerdì, magari nelle ore notturne quando le luci a cera e il passo lento restituiscono l'atmosfera più autentica. Fra un rito e l'altro c'è tempo per la costa, per le saline e per Erice.
Programmi, orari e percorsi vengono pubblicati ogni anno con qualche settimana di anticipo: per organizzarsi conviene fare riferimento ai canali ufficiali dei Comuni interessati, alle parrocchie e all'Unione Maestranze di Trapani, che cura la processione dei Misteri. Chi è ospite qui in quei giorni può contare su una base tranquilla per rientrare dopo le lunghe serate della Passione.
Nel centro storico di Calatafimi Segesta, a pochi minuti da Segesta
Nova Suite è il punto di partenza per scoprire questo angolo di Sicilia occidentale: cinque sistemazioni indipendenti, terrazza panoramica, area break e bike room attrezzata.